Se parli di decrescita la gente si spaventa. O ti prende in
giro.
Nel 90% dei casi è gente che non sa cosa sia, se non molto
molto molto vagamente. E nel 95% dei casi è gente che sta BENE.
E’ incredibile, ma le persone che più si sconvolgono a sentir
parlare di decrescita sono quelle che hanno il lavoro sicuro, con stipendio
medio alto, la casa già pagata. Hanno figli già grandi, che spesso
possono aiutare per cominciare a farsi una famiglia.
Lo so perché anche i miei genitori sono fra questi. Casa di
proprietà, pensione discreta, due figli sposati. Non avevano soldi
per aiutarci, ma già il fatto di non aver mai dovuto pagare il nido è stato
molto utile.
Eppure, proprio queste persone, quelle che hanno la cucina
piena di bevande e merendine e l’iscrizione in palestra per dimagrire, sono
assolutamente terrorizzate dall’idea della decrescita. “Siamo già poveri” ti
dicono di fronte a un armadio pieno di abiti che non usano mai. “La gente non
arriva a fine mese” ribadiscono mentre guardano la partita per cui pagano un
abbonamento privato oltre al canone pubblico.
Chi invece davvero non arriva a fine mese, o quelli meno
sfortunati che ci arrivano sì ma non hanno idea se riusciranno a mantenersi anche
l’anno prossimo, hanno un atteggiamento ben diverso. Loro ascoltano.
Perché quando sai davvero cosa vuol dire essere in
difficoltà, ti accorgi che le soluzioni prospettate dai più non funzionano: la
crescita, il rilancio, la crescita, il rilancio, la crescita....
Lo dicono da anni, e la situazione peggiora.
Ecco quindi che si comincia a pensare che una soluzione
diversa valga almeno la pena di essere ascoltata.
Non a caso non sentiamo né politici né, tantomeno,
imprenditori che ne parlano. Ne hanno paura, certo: ma per loro stessi. La
decrescita chiede una ridistribuzione del denaro, un limite alle differenze fra
gli stipendi, una riduzione dei consumi e quindi dei guadagni. Ma i guadagni,
lo sappiamo, sono in mano a pochi.
I dati dicono che in Italia le 10 persone più ricche hanno
una ricchezza pari a quella dei tre milioni di italiani più poveri.
Quando sentirete ancora che la decrescita è una follia new
age, provate a chiedervi a chi veramente non conviene prenderla in
considerazione.
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